Smartworking
E se riuscissimo ad estrapolare dalla pandemia in corso un insegnamento? All’interno di questo articolo, non voglio porre l’attenzione sugli aspetti catastrofici del Coronavirus che, ovviamente, restano la parte fondamentale su cui porre maggiormente l’attenzione. Non voglio, dunque, parlare delle innumerevoli vittime che, purtroppo, hanno, direttamente e indirettamente, toccato ognuno di noi; e non voglio nemmeno parlare della tremenda crisi economica che ha colpito e che colpirà, per tanto altro tempo, molti di noi.
Voglio discutere del tema legato
allo smart-working. Circa il 34% della popolazione italiana, si è trovata, nel
corso dell’ultimo anno, a dover lavorare da casa. Ci son persone (tipo me) che,
addirittura, hanno iniziato il loro percorso lavorativo direttamente da casa.
Questo, secondo me, rappresenta un enorme passo in avanti dal punto di vista
della flessibilità lavorativa. Lavorare in smart, fino all’anno scorso, era
visto come un “problema” per diversi motivi, primo tra tutti, secondo me, il
controllo del dipendente. Il superiore non poteva avere il controllo del
dipendente, non poteva accertarsi, istante per istante, che il lavoratore stesse
lavorando nel miglior modo possibile. Il tema, per ovvi motivi, è stato
costretto ad essere smarcato repentinamente. E così, ci siamo ritrovati
catapultati in questo nuovo modo di lavorare a cui saremmo arrivati tra chissà
quanti anni. Tutte le innumerevoli organizzazioni, che siano Aziende, Uffici, Università,
Scuole si sono dovute adeguare. Questo rappresenta un punto da cui partire per
idealizzare un nuovo modello di lavoro basato sul lavoro in modalità smart-working
come prerogativa. Il nuovo modello si basa sull’efficientamento della qualità
del lavoro e non sulla quantità (anche se, il più delle volte, la qualità del
lavoro si ottiene con un’eccessiva quantità di ore lavorate). Ciò che è importante
è la concretizzazione degli obiettivi progettuali a seconda del fatto che essi
siano raggiunti da remoto o in ufficio. Il team di lavoro dovrà lavorare
proattivamente al fine di portare avanti il progetto/lavoro.
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